ABOUT_Happy Fashion

ABOUT_Happy Fashion

Happy Fashion, companies, style and antifashion
research / exhibiton / book, 2010-2013

 

E_
The research started as an archiviation of stories and documents of Umbrian fashion companies active between the 60’s and the 90’s, which was a decade of crisis and put into question of the productive structures and also signed the closign of several companies. it is a sociological research in the Umbrian area reflecting also on the hierarchies and the roles of fashion, where the worker, the maker, the façonniste disappear benith the big designer’s name. From the story of umbrian factories, through styles, anti-fashion, cloth-activism, the research ended with an exhibition and a book now out of print and ready for a second, reviewed and enriched reprint. From the story of Umbrian fashion companies, to styles, to cloth activism, to anti-fashion aspects, this research explores a thirty-years happy period from the ’60s to the late ’80s. It examines 30 years of enthusiasm, design and style innovation. The euphoric mood often influences the design: sinuous dresses, colored fabrics, extravagant models. Happy fashion considers how that creative and consumeristic society period shaped a new lifestyle, a new way of understanding the work of fashion, a new vision of clothing. With the crisis of the’90s we close our path; the fashion culture enters a critical discourse in conflict with the productive system and a fragmented society; on the basis of this, Happy Fashion project and exhibition has archived at first documents and memories concerning the 30 years before the crucial passage in order to start a research on the contemporary attitude to make fashion, to dress, to live. The project has therefore been structured on three levels: research, exhibition and book. The question is how to free the fashion system rethinking our lifestyle. The artists invited to contribute are: NAREALAGE, ATOPOS Contemporary Visual Culture, Bettina Allamoda, Katja Eydel, Goldiechiari, Marlon Griffith, Hans Eijkelboom, Hous of Diehl, Patrick Killoran, Mella Jaarsma, Antonio Riello, Gabi Schillig, Cecilia Stenbom, Emilia Tikka.

 

I_
La ricerca “Happy Fashion” è nata come archiviazione di storie e materiali delle aziende di moda umbre attive tra gli anni ’60 e ’90, decennio di crisi e di passaggio delle modalità produttive e quindi di chiusura di molte delle aziende stesse. Una ricerca sociologica nel territorio umbro che riflette anche sulle gerarchie e i ruoli del mondo-moda, dove il produttore, il terzista, il faconista scompaiono dietro il grande nome dello stilista. Dalla storia delle aziende umbre, agli stili, all’antimoda, al cloth activism, la ricerca è diventata una mostra e una pubblicazione ora fuori catalogo. A partire dalla storia di imprese umbre di moda ed abbigliamento, gli stilismi, gli attivismi contro-moda, questa ricerca esplora il periodo felice di un trentennio (’60/’70/’80). Sono anni di entusiasmi imprenditoriali, di innovazione nelle forme, nei materiali e nello stile della moda. Il clima euforico spesso condiziona il design con il trionfo di disegni, la sinuosità dei vestiti, i tessuti iper-colorati e le gestualità esagerate dei modelli. Happy fashion studia come quella fase di una società creativa e consumistica formò un nuovo stile di vita totale, una nuova via per concepire il lavoro della moda, una nuova visione del vestire. Con la crisi degli anni novanta chiudiamo il nostro percorso: la cultura della moda entra in un discorso critico, in conflitto con il sistema produttivo e una società frammentata. Sulla base di ciò, il progetto editoriale ed espositivo Happy Fashion ha inizialmente archiviato documenti e memorie di 30 anni precedenti questo passaggio cruciale al fine diiniziare poi una ricerca sull’attitudine contemporanea di fare moda, di vestire, di vivere l’abito. Il progetto è quindi stato strutturato in tre modalità, ricerca, mostra e libro. La domanda posta è come liberare la moda ripensando il nostro stile di vita. Gli artisti invitati a partecipare sono: NAREALAGE, ATOPOS Contemporary Visual Culture, Bettina Allamoda, Katja Eydel, Goldiechiari, Marlon Griffith, Hans Eijkelboom, Hous of Diehl, Patrick Killoran, Mella Jaarsma, Antonio Riello, Gabi Schillig, Cecilia Stenbom, Emilia Tikka.